13 giugno 2017

Monumento alla molletta - Philadelpia (USA)


Clothespin (1976)


È un opera creata da Claes Oldenburg  (Stoccolma, Svezia, 1928- ) e da sua moglie Coosje van Bruggen (Groninga, Olanda, 1942-2009) poi trasferitesi in America.




La molletta posta su un piedistallo è alta mt. 13.7 x 3.7 x 1.4, in acciaio inossidabile, ed è a Centre Square, esattamente all’uscita della metro di fronte a City Hall (Municipio), nel centro nevralgico della città di Philadelphia, Pennylvania (USA).

L’opera è del
1976 e richiama la scultura di Brancusi “Il Bacio”: la parte più in alto, infatti, ricorda due profili che si avvicinano per baciarsi. Questi monumenti, sculture, urbane fanno parte della Pop Art, che considera l'oggetto dell'arte la quotidianità.
 





Significativo di un "costume" di sempre, anche se non certamente affascinante per bellezza. della molletta da bucato è spesso stata attribuita alla setta religiosa degli Shakers, fondata negli Stati Uniti nel 1772 da Madre Ann Lee. Essi erano noti per essere dediti al celibato e anche per essere gli artefici di diversi pezzi di arredamento che ritenevano essere l’espressione materiale della loro fede. Per questo ogni oggetto da loro prodotto aveva come caratteristiche principali l’estrema semplicità ed essenzialità, eliminando ogni abbellimento o decorazione. Uno dei motti di Ann Lee era: "Pulisci bene le tue stanze perché gli spiriti buoni non albergano nella sporcizia. Non c’è sporcizia in Paradiso”. Così hanno inventato la rastrelliera a pioli per appendere tutto: sedie, oggetti, vestiti; in modo da poter pulire il pavimento con maggiore facilità. Dalla mania di appendere gli Shakers inventarono anche la molletta da bucato: la molletta non era altro che un semplice pezzo di legno con una fenditura nel mezzo. La molletta classica sarà composta da due pezzettini di legno uniti da una molla di acciaio che li unisce saldamente uno all’altro e fu brevettata nel 1853, da un certo D.M Smith, originario del Vermont. Quelle che usiamo oggi sono più frequentemente in plastica e sono da attribuirsi a Mario Maccaferri che nel 1944 produsse una versione plastificata e molto resistente della molletta di Smith, poiché una sera a casa, sua moglie si lamentò che tutte le mollette da bucato di legno erano rotte o erano marcite a causa dell’umidità dei panni.




Rames Gaiba
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