1 giugno 2015

PROVERBI.... con parole della moda


Il proverbio è un fatto popolare che in sé ha il senso di un'antica saggezza: seppure il tono o la forma paiono superati dal tempo, il tempo ne ha portato con sé la sostanza, che oggi è viva come viva è la gente. Non è quindi né anacronistico né futile parlare di proverbi. Lontano da noi, poi, indietro nei secoli, il proverbio ha svolto molte importanti funzioni: è stato norma di comportamento civile, giuridica, regola medicale, insegnamento scientifico. E' stato anche motivo di espressione artistica, letteraria o figurativa.

Chiedo scusa ai lettori se vi sono citazioni un po' sboccate, ma anche pittoresche e soprattutto indicative dell'oggetto di questa ricerca. 

ABITO
 
L'abito non fa il monaco - È la traduzione del proverbio medioevale «cuchullus non facit monachum» ("Il cappuccio non fa il monaco"). Questo modo di dire deriva dall'uso in passato di offrire gratuitamente vitto e alloggio ai monaci. Molti si fingevano frati per ottenere gratuitamente cibi, bevande e un letto dove dormire. Proverbio, particolarmente vivo e diffuso, ripetuto per ricordare che l'apparenza molte volte non corrisponde alla realtà; perciò bisogna essere cauti nel giudicare gli altri. Per quanto uno assume un atteggiamento nascondendo la sua vera personalità e fingendo di essere ciò che non è, inevitabilmente col tempo, viene scoperto nella sua vera natura. Vi sono molte varianti da “Il velo non fa la monaca” a “La veste non fa il dottore”, che traduce il latino “In vestimentis non est sapientia mentis”.

L’ abito non fa il monaco e la tonsura non fa il prete - Proverbio calabrese “L’abitu non faci u monacu e a chirica non faci u previti”. Riprende il proverbio latino Non tonsura facit monachum, sed virtus animi. [Non è la tosatura a fare il monaco, ma la virtù dell'animo.] noto detto di Sant'Anselmo.
L’ abito fa il monaco - E’ il contrario del primo proverbio. Indossando un abito che qualifica uno status la persona acquista dignità e prestigio. Nel significato simile a “I panni rifanno le stanghe”.

Chi fa onore agli abiti, gli abiti fanno onore a lui. [Se l’uomo si presenta in un abito prestigioso e i suoi atti sono conformi alla dignità, l’abito conferma ed esalta il valore e l’autorità della persona. In senso ironico si dice anche di chi è malvestito e villano].

All’uomo sempre si addice la scelta di un abito semplice - Proverbio latino, riportato da Seneca nelle Epistole – 92, 11 “Mundae vestis electio adptenda est homini”.

Un abito santo non lava un anima lorda.
 
Non si può mutare la natura di un uomo mutandolo d’ abito - Proverbio cinese.

L’ abito della vedova mostra il passato, gli occhi piangono il presente, e il cuore va cercando l’avvenire.
 
E’ meglio andar in paradiso stracciato, che all’inferno in abito ricamato.
 
Impiega più tempo una donna a cambiarsi d’abito che il tempo ad annuvolarsi.
 
La verità ha una buona faccia, ma cattivi abiti.
 
L’ abito e il riso manifestono l’uomo - Da alcuni elementi si può riconoscere una persona: a quale condizione appartenga, quali siano il suo animo e la sua educazione. L’abito rivela la condizione, il gusto e l’educazione della famiglia; il riso la natura dell’uomo: è proprio degli uomini volgari ridere sguaiatamente, dei perfidi sogghignare, degli sciocchi ridere continuamente.
 
L’abito rubato non tiene caldo - Le cose che provengono da attività illecite non danno frutti, non possono essere godute. In analogia a “La farina del diavolo va in crusca”.
 
Abito di seta e ventre smilzo. 
Caldo di abiti non fece mai danno - È sempre opportuno tenere il corpo ben coperto. In dialetto bolognese ”Chéld ed pagn, an fé mai dan”.
 
AGO

Piccolo ago scioglie stretto nodo.
 
Dove non si mette l’ago, si mette il capo - Bisogna intervenire in tempo.
 
L’amore si nasconde dietro una cruna d’ago.
 
L’ ago e la pezzetta mantien la poverettaSon l'ago e la pezzuola che mantengono unita la camiciola. Cioè: è l'opera minuta e paziente che conserva ogni altra cosa. Altra variente è:  L’ago, il refe e la toppa, mantengono la famiglia” (cioè, l’economia); in dialetto bolognese “L’agàccia, al raif e la pzóla, manténnen la famióla”.

Ago infilato, guaio già passato - (superstizione popolare); in dialetto bolognese "Agaccia insfilzè, guai bèl e pasè". Trovare un ago (non infilato) portava disgrazia, come ci indica questo proverbio in dialetto bolognese "Agaccia da cusîr, un guai da murîr".
 
Chi non ha voglia di lavorare perde l’ago e il ditale - Più propriamente riferito al lavoro.
 
BACHI

Chi ha bachi non dorma.
 
BERRETTO / BERRETTA 
 
All’uomo ricco berretto torto.

O merda, o berretta rossa -  Cioè: da una decisione coraggiosa può dipendere la rovina o la berretta cardinalizia.   
 
BORSA

Avere e dover dare borsa vuota - Chi possiede e deve dare è come se non avesse niente.

Chi ha quattro e spende sette, non ha bisogno di borsette.

BOTTONE

Il bottone non può stare senza occhiello - Quando due cose sono in funzione l'una dell'altra, non hanno senso prese da sole: in particolare l'uomo non può stare senza la donna.

Tanti occhielli, tanti bottoni - Usato con doppio senso.

Il nido all'uccello e al bottone l'occhiello - Il doppio senso è evidente.

Senza asola il bottone ciondola.

Per aver trovato un bottone non si fa un vestito - Spesso una piccola fortuna,per poter essere sfruttata, richiede un costo tale che in conclusione porta più spese che guadagni.

Per aver cucito un bottone non si diventa sarti - Non basta aver eseguito un piccolo particolare, un'operazione da nulla, per affermare di saper fare il mestiere che richiede invece un complesso di conoscenze. Non basta un solo elemento per qualificare un complesso di cose.

Per attaccare un bottone tutti i fili sono buoni - Di uso solo figurato: per mettersi a chiaccherare vanno bene tutti gli argomenti. Similare nel significato al modo di dire: "Attaccare un bottone", che significa trattenere una persona con discorsi che non finiscono mai.

Bottone che luccica, bottone che brucia.


BRACHE

I denari son come le brache degli stufaioli; coprono le vergogne.
 
All’uscita, brache e camicia; e all’entrata, la rocca è inconocchiata.

Ai magri cadono le braghe - In dialetto bolognese "Ai mègher, ai câsca al brègh".

Il più furbo ha perso le brache - Anche i più furbi possono sbagliare.   
 
CALZA

Chi prima si alza, si calza - Molte erano le famiglie numerose e non sempre si aveva la disponibilità di poter comprare gli indumenti, e, nel caso di cui al proverbio, le scarpe per i figli. Poteva accadere che, chi si alzava prima, calzasse durante il giorno le scarpe.

CALZONI
Simbolo del primato della virilità. "Farsi togliere i calzoni"
http://trama-e-ordito.blogspot.com/2010/07/modi-di-dire-con-parole-della-moda.html

→ Brache

Non ci sono scuse  e non ci sono ragioni per farsi togliere brache e calzoni - L'uomo non ha scuse quando abdica alla sua posizione di capofamiglia. L'espressione brache e calzoni  va intesa come un rafforzativo: farsi togliere proprio tutto, ben oltre i calzoni.

Se la sottana non vuole i calzoni non possono - Quando la donna non vuole l'uomo è nell'impossibilità di agire. Si riferisce alla dinamica interna del matrimonio in cui, allorché la moglie si oppone a una determinata decisione, raramente il marito riesce a imporre la propria. Di rado con riferimento alla sfera sessuale.

I calzoni stretti grattano il culo - Gli abiti finalizzati a far bella figura, a mettere in risalto le doti fisiche non sono comodi, anzi tormentano e danno fastidio.
 
CAMICIA
 


Camicia (2001) -  Dario Alves
acrilico su carta, cm. 10 x 15

Guardati dal villano, quando ha la camicia bianca.
 
Pancia piena canta, non camicia bianca - Meglio essere sazio che avere una bella camicia ed essere a digiuno.
 
Si cambia più spesso di pensiero che di camicia.
 
Stringe più la camicia che la gonnella - La parentela del marito (camicia) prevale su quella della moglie (gonnella) nei favori, nei testamenti, ecc. in quanto la camicia è più vicina, più aderente, alla carne della gonna. Oggi, in tempo di parità fra i due sessi, non è più vero, ma un tempo quando la donna entrava nella casa del marito, era la famiglia dell'uomo, che veniva privilegiata e che rappresentava la continuità anche nekl cognome. I parenti della moglie avevano minore importanza. Ciò è ancora vero nelle società tradizionali. La camicia era un tempo regolarmente indossata dall'uomo.

Preme più la camicia che la giubba (giubbone) - Di uso solo metaforico: quello che sta più a cuore è ciò che sta più vicino, come la camicia aderisce di più alla pelle rispetto ad un soprabito. Le cose che ci toccano più da vicino sono quelle che ci premono di più: i fatti propri e non quelli degli altri. Come il precedente proverbio ha un significato similare, che fa riferimento ai legami di parentela.

Gli preme più la camicia che il giubbone - Tiene più conto delle cose da poco, che di quelle importanti. In dialetto bolognese "Ai prèm pió la camîsa cn'é al zibán".

Chi ha una camicia sola la lava spesso - Chi possiede un abito soltano lo deve lavare continuamente e quindi deve averne molta cura. Rileva come coloro che hanno poco sanno valorizzarlo e lo tengono sempre  in perfetta efficienza a differenza di chi ha molte disponibilità. Suona anche ironico verso chi cura con eccesivo scrupolo il poco che ha.

Vale di più un paio di maniche oggi, che una camicia domani - Meglio un uovo oggi che una gallina domani. In dialetto bolognese "Al vèl pió incû un pèr ed mandgh che una camîsa dman".
 
Per l'ultimo viaggio basta una camicia - Si rivolge a chi accumula ricchezza, ovvero spende molto in abiti sfarzosi, sottolineando che per andare al camposanto basta un abbigliamento sommario.

Il culo che non ha mai avuto una camicia, la prima volta che ne vede una, si meraviglia - In dialetto bolognese "Al cûl ch'an ha mai cnusó la camîsa la prémma vôlta ch'al la vadd, al s'maravàjja". 

La camicia dei guai non si consuma mai - I guai sono costantementi presenti, come una camicia che si porta sempre.

Vo' ji' , mparavisco cu' 'e zuoccole e cu' 'a cammisa - Non si puo ottener nulla senza sacrificio: non si puo ottener la ricchezza senz'a lavorar sodo (se si vuole vivere in un ambiente al disopra del proprio bisogna vestirsi come conviene).

Chi lavora ha una camicia, chi non lavora ne ha due.
Chi ha la camicia sporca, la tien coperta.
- Equivale a: chi ha la casa di vetro ha paura delle sassate.  

CANAPA
 
Quando la canapa si comincia a tagliare la pecora è buona da mangiare.

Canapa, lino, lenta (lenticchia) prima semenza (prima semina primaverile) - Il proverbio è relativo alla Valdinarco (comuni di Sant'Anatolia di Narco, Vallo di Nera - provincia di Perugia).
Disse la canapa al lino: quando ti consumi, io mi affino

CAPPELLO
 
Piuttosto cappello in mano, che mano alla borsa.
 
Se vai con il cappello sbagliato, meglio che il proprietario non sia troppo grosso - (Proverbio irlandese).
 
A chi ha la testa, non manca il cappello - Si sa approvecciare, non gli manca il bisognevole: ma capello anticamente significava corona o altro segno d'onore.
 
Misera quella casa in cui non entra un cappello - Sventurata quella casa che non ha un capofamiglia.
 
CAPPOTTO

Chi dimentica il pane e il cappotto, becca solo malanni - Proverbio pugliese.

Chi perde il cappotto e recupera il manto non perde tanto - Proverbio calabrese ”Cu perdi cappottu e ricupera mantu non perdi tantu”.
 
CENCI
 
Cenci dice mal di straccio - A proposito di chi trova in altri, sparlandone, difetti che potrebbero essere imputati a lui stesso.

Tutti i cenci vanno in bucato.
 
Sono i cenci che vanno all’aria - Sono sempre i poveri, i deboli a buscarle.
 
I cenci sudici vanno lavati in casa - Non è bene far sapere agli altri le miserie o le vergogne di casa propria.
 
CONOCCHIA

Il tempo passa come una saetta, i mesi e i giorni si srotolano come i fili da una conocchia - Proverbio cinese.
 
COPRICAPO

Le tovaglie (copricapo) sono diventate stracci e gli stracci son divenuti tovaglie -  Proverbio calabrese “I tuvagghji diventaru caruni e i caruni diventaru tuvagghji!” L’espressione viene usata per sottolineare i repentini cambiamenti che spesso si registrono nella vita (economica, sociale, ecc.); equivalente all’altra: “dalle stelle alle stalle” (e viceversa).
 
COTONE

D’estate il rigatino (cotone) d'inverno la rascia (lana).
 
CUCIRE
 
Taglia lungo, e cuci stretto.

Ha una bocca che taglia e che cuce.

Quando non cuci, non fili e non tessi come fai a fare il gomitolo così grosso? - Vi sono spesso delle ricchezze inspiegabili; questo proverbio si domanda come mai alcuni, senza operare, riescono ad accumulare ricchezze.
 
Chi cuce e scuce non perde tempo mai - Proverbio calabrese “Cu cusa e scusa non perda tempu mai”. Vi è anche una variante umbra “Chi sfascia e arfà nun gne manca mai da fà!»
 
Chi cuce infila pidocchi - Proverbio calabrese. Nel significato di chi guadagna poco.

Chi taglia, taglia e chi cuce ragguaglia - Chi taglia un vestito si occupa della forma e della linea, mentre chi cuce deve pensare ai dettagli, a rifinire, a mettere correttamente insieme le parti. Si riferisce ad una antica questione viva tra le donne fino a che i vestiti sono stati fatti o in casao dal sarto, dove si poteva intervenire con le prove e la messa a puntosul manufatto in opera: se per la buona riuscita, per la bella linea di un capofosse più importanteil taglio o la cucitura. Il problema non ha mai avuto soluzione; i sarti si dividevano sempre tra quelli che sapevano tagliare e quelli che sapevano cucire: rara avis quello che sapeva fare tutte e due le cose. Il proverbio intende dire che chi taglia guarda alla linea in generale (o alla moda) pensando in astratto, ma chi cuce mette addosso il capo alla persona, fa i conti con le sue forme che non sono sempre ideali, elimina le discrepanze e modifica secondo la necessità. Quindi, chi progetta in generale, o in astratto, non incontra i problemi di chi opera al momento della realizzazione.

Ben tagliato e mal cucito non stanno insieme - Un vestito ben tagliato e cucito male si nota particolarmente perché ha qualcosa di disarmonicoe stridente che disturba. Non ha senso rovinare un lavoro iniziato bene completando l'opera alla bell'e meglio. Nella confezione di un abito tagliare è l'operazione più difficile.

Chi sa cucire coll'ago vecchio sa cucire con il nuovo - Chi sa il mestiere con i vecchi sistemi, servendosi dei vecchi arnesi non ha difficoltà ad adeguarsi a quelli nuovi, che anzi sono molto più funzionali e pratici.

Chi si cuce i panni addosso in capo a tre giorni si trova nel fosso - Una vecchia superstizione considera di malaugurio ricucire gli abiti quando li abbiamo addosso. Cucire i panni addosso a uno significa criticarlo, dirne male; per cui: chi dice male di se stesso fa una brutta fine.

Caca cazzi e cuce - Si dice a Napoli di chi è infuriato al punto che si chiude nel suo lavoro senza parlare e senza rispondere a nessuno.
 
CUFFIA Copricapo femminile un tempo di uso comune; la cuffia indica la donna, come il cappello e berretto l'uomo.

Dove vive la cuffia, i berretti vanno e vengono - Proverbio corso “Campa scuffia, chi barretta passa e veni”.

Val più una berretta (cappello) che cento cuffie - Ragiona più un uomo che cento donne. Il copricapo, berretta e cuffia,mette l'accento sulla testa, sul pensiero e l'intelligenza, quindi il proverbio riguarda l'intelletto e non la forza fisica. I due copricapo sono stati per secoli quelli tipici dell'abbigliamento domestico e notturno nelle case popolari, e non solo.

Ogni cuffia per la notte è buona - Qualsiasi donna va bene per passarci una notte.

DIPANATOIO

Il dipanatoio non vuole superiori - L'operazione deve essere fatta con molta cura e senza interruzioni. In dialetto bolognese "Al dvanadûr an'vôl superiûr".

DITALE

Cade il ditale, cade la voglia di lavorare  - Cioè: chi lascia cadere i ferri del mestiere, lavora senza entusiasmo.  
 
FERRO DA STIRO

Il ferro da stiro è il ruffiano del sarto - Perché riesce a far apparire presentabili indumenti sciupati.
 
FILA

Chi fila e fa filare buona massaia si fa chiamare.
 
Fila buolla (buona) tela chi allatta il suo figliolo.
 
Chi fila grosso, si vuol maritar tosto; chi fila sottile vuol maritar d’aprile.
 
Chi fila ha una camicia e chi non fila ne ha due.
 
Di San Silvestro non si fila e non si tesse, non si mette il filo all’ago e neanche si pettina il capo.

Il Diavolo è sottile, e fila grosso.

Madre che fila poco, i suoi figlioli mostrano il culo. [Cioè, non hanno vestito adosso].

Donna specchiante, poco filante.
 
Se vuoi vedere una buona massaia, guardala quando fila al lume di candela - Proverbio calabrese “Si voi vidira na bona massara, guardala quandu fila a la lumera”. È chiaramente una variante di altri proverbi “Né donna né tela a lume di candela”; “Al lume di candela non si giudica né donna né tela.

Quando è sera, la matta fila. - Cioè: solo la luce del giorno è fatta per il lavoro.    
 
FILANDO
 
Più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando.
 
FILARE
 
Piglia casa con focolare, e donna che sappia filare.
 
Dal dire al fare, è come dal tosare al filare - Proverbio corso “Da dì a fa, hè com’è da tonda à filà”.
 
A filar fine il cul se ne ride, a filar grosso si riempie il dosso.
 
FILATA

La giovane com’è allevata, la stoppa com’è filata - La ragazza si nota per la sua educazione e la stoppa per la sua filatura.
 
FILO

La mala vicina dà l’ago senza il filo.

Sottil filo cuce bene.

Il filo si rompe dal lato (dove è) più debole - Ogni cosa cede là dove è il punto di maggiore debolezza. Se si vuole vincere una resistenza si deve colpire là dove il sistema è più debole. La stessa cosa si dice della catena.
 
Quando il filo è in istanga, non tenere il culo in panca.

Tre fili fanno uno spago.
Con i fili si fanno le corde - Questi due proverbi hanno un significato analogo. La corda o lo spago sono fatti di tanti fili attorcigliati fra loro. L'insieme di cose deboli fa una cosa forte. Con il poco si fa l'assai.

Chi segue il filo trova il gomitolo - Chi vuol trovare una cosa deve seguire le tracce che essa lascia.

Il filo segue l'ago - Uno è costretto ad andare dove lo porta colui che è più forte al quale è legato. Il piccolo segue il grande, il debole segue il forte.

Chi ha più filo da tessere, tesserà.
 
Gli amici hanno la borsa legata con un filo di ragnatela.

Si può riannodare un filo rotto ma ci sarà sempre un nodo nel mezzo - Proverbio persiano.
 
Può dipanarsi il filo d’un vestito, ma non il pensiero di un uomo - Proverbio della Nuova Zelanda.



FUSAIOLO
 
Il fusaiolo è d’argento, e fa donne sufficienti.

FUSO

Piede alla culla e mano al fuso, mostrano la buona massaia.
 
Non entri tra fuso e rocca, chi non vuol essere filato.

Il rocchetto del fuso, da solo non è sufficiente per fare le calze - Proverbio calabrese “Manganèiu non fa cazetta”. (Naturalmente c’è bisogno anche del filo).

Le comperai la rocca e il fuso ma non la vidi filare mai - Proverbio calabrese “Bella mugghjeri chi capitai ! Nci cattai la rocca e il fuso ma non la vidi filare mai.
 
Bisogna lasciare il fuso a chi ne è esperto - Proverbio corso “Ci voli à lacà u fusu, à chi n’ha l’su.
 
GABBANO
 
L’acqua di maggio inganna il villano, par che non piova e si bagna il gabbano (ampio mantello) - Il villano impegnerebbe il gabbano, per mangiare uova, formaggio e pane. Proverbio bolognese "Al vilàn impgnarévv al gabàn, per magnèr û, furmâi e pan". 
 
GONNELLA
 
Donna savia e bella, è preziosa anche in gonnella.
 
GREMBIULE
 
L’uomo con il carro e la donna con il grembiule e la casa se ne va al fiume - Chi da molto e spende molto, manda la casa in rovina.
 
GUANTO
 
Scarpe, guanti e berretti meglio più larghi che stretti - Stretti costituiscono un supplizio.… ma il successivo proverbio avverte:

Guanti e berretti van bene larghi e stretti - L’importante è che riparino.

L’amicizia (L’amore) passa il guanto. [Frase scherzosa con la quale s’invita a non fare troppi complimenti tra amici, in particolare fra il saluto, in cui non occorre togliersi il guanto per dare la mano, in quanto l’affetto và oltre certe convenzioni].

Per tutti i Santi, manicotto e guanti - Significa che dal 1° novembre arriva il freddo invernale e si comincia ad usare gli abiti invernali.

A San Simone il ventaglio si ripone; a Ognissanti manicotto e guanti - È chiaramente una variante più completa del precedente. (San Simone nel calendario è al 28 ottobre, mentre Ognissanti è al 1° novembre.

Gatta coi guanti non prese mai topo.
Mai si prendono le pulci con i guanti - Per entrambi i proverbi significa che per affrontare situazioni particolari bisogna accotonare le formalità.
 
GUGLIATA

→ Cucire

Lunga gugliata, maestra sguaiata (sgarbata).
Donna sgarbata (mal sgarbata) tira lunga la gugliata.

Il sarto matto ha più lunga la gugliata del braccio. Gugliata lunga, cucitrice pazza. Similare al precedente proverbio. Per un buon lavoro di cucito la gugliata deve essere corta.  

Chi non fa il nodo alla gugliata perde il punto e la tirata - La gugliata si sfila dalla stoffa e la cucitura non tiene. La gugliata senza nodo in fondo è detta “gugliata del diavolo”. Ovviamente con lo stesso significato del proverbio “Chi non fa il nodo perde il punto”.
 
La gugliata ha il passo corto - La gugliata deve essere corta se si vuole che il lavoro venga bene ed ordinato. Il significato è confermato da un altro proverbio “Lungo filaccio, tristo sartaccio”.

La gugliata di filo troppo sottile spesso si rompe - Le trame troppo sottili, le astuzie troppo ingegnose finiscono per non avere effetto.

Quando s'allunga la giornata s'accorcia la gugliata; quando s'accorcia la giornata s'allunga la gugliata - Gugliata è detta anche la quantità di filo necessaria per un lavoro, ovvero quella che esce da una filatura. Più lungo è il giorno, più si lavora nei campi, più corto è il filato; e viceversa.  

INDOSSA (INDOSSARE)

Chi indossa roba nuova a Capodanno, ne indossa tutto l'anno.
 
LANA

Cattiva è quella lana che non si può tingere.
 
E’ meglio dar (donar) la lana che la pecora - Se il dono è obbligato è meglio cedere il bene di minor valore. E’ meglio perder la lana che la pecora. In analogia al precedente proverbio. Dovendo scegliere è meglio subire la perdita meno gravosa.
 
Morta la pecora, finita la lana - Venuta meno la fonte che fornisce un bene, una rendita, scompaiono anche i benefici.
 
Non si tosa dove non è lana - Dove non c’è nulla è inutile cercare.
 
Dall’asino non cercar lana - Non cercare cose da chi non le ha; non chiedere quello che uno non ha neppure per sé.

Chi ha lana carda e chi ha lino pettina - Secondo quello che uno si ritrova sceglie il comportamento. La lana, per districarla e renderla soffice, richiede la cardatura, un'operazione energica, con un attrezzo composto da due tavolette a denti uncinati contrapposti; il lino si pettina con pettinia denti di ferro per renderlo uniforme e pulirlo. Ambedue i verbi hanno nel linguaggio popolare un senso metaforico: cardare significa, sopratutto nelle parlate toscane, dare una lezione energica, di rabbuffi e di percosse a un ragazzo discolo o a una persona che ha commesso una grave mancanza; pettinare significa la stessa cosa, ma l'azione è attenuata. Dunque: secondo con chi si ha a che fare si prendono misure diverse.

Chi sdegna la lana spesso giace sulla paglia - Chi rifiuta una buona soluzione spesso deve accontentarsi di una peggiore. Per molti secolisi è dormito su sacconi che erano fatti di paglia, di cartocci di granoturco, o su materassi di crine o di lana. Questi ultimi erano i migliori e rifiutare il meglio è naturalmente una sciocchezza.
 
Chi non lana non lava.

Cielo a lana, acqua entro la settimana.
 
Quando il cielo è a falde di lana, certo l’acqua è poco lontana.

Uomo senza roba è una pecora senza lana - Nel senso di mancanza di “averi”.
 
L’amore si trova tanto sotto la lana che sotto la seta.
 
Della tribù gli uomini sono la lana, ma sono le donne a tesserne la trama - Proverbio degli Emirati Arabi.

LAVA

Acqua torba non lava.

Chi lava il capo all’asino, perde il ranno e il sapone.
 
LINO
 
Il lino è come il maiale, al maiale si gettono le unghie, del lino si getta la corteccia.
 
Possa tu subire il trattamento che subisce il lino - Proverbio calabrese “Chimmu pati i guai d’o linu.
 
Di qui a cent’anni, tanto varrà il lino quanto la stoppa.

Non si può avere il lino e il culo caldo - Non si può beneficiare di due cose incompatibili fra loro: infatti il lino tiene freschi. Analogo nel significato al conosciutissimo proverbio “la botte piena e la moglie ubriaca”.

Anno di lino, anno di vino.
 
LODEN
 
Con la pioggia e con il vento se ho il loden non mi spavento.

MANICA

Quel che non va nelle maniche va nei gheroni - Il gherone è un triangolo di panno che si pone sui fianchi della camicia per darle maggiore ampiezza. In un lavoro, in una faccenda, una data quantità di materia, o di denaro viene impiegata risparmiando qua e abbandonando là: comunque viene impiegata tutta. Quello che si perde da una parte si ritrova nell'altra.

Secondo l'abito si fa la manica - Le componenti minori si calcolano, si misurano, in funzione della parte principaledell'insieme. L'appendice deve essere armonizzata con il tutto.

MANTELLO

Chi ruba il mantello al (del) suo prossimo, di (per) solito muore senza camicia -Proverbio che Carlo Collodi nel Capitolo XXXVI, ed ultimo, del Pinocchio fa dire allo stesso che si rivolge alla Volpe ed al Gatto “Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio …”.

Il mantello preso in prestito non tiene caldo - Quando si usa un bene che ci è stato prestato, non se ne trae lo stesso piacere che si proverebbe se esso ci appartenesse. Infatti il pensiero che non è nostro e quindi che non può durare quanto vorremmo, non fa godere a pieno il benessere e i vantaggi che offre.

Non si fa mantello per un’acqua sola.
 
Il pane e il mantello pesano, ma non troppo - Le cose indispensabili non pesano.

Da un mantello non sei riuscito a ricavare nemmeno un cappello.
 
Né d’estate né d’inverno non lasciare il tuo mantello.

Quando fa bello prendi il mantello - Il mantello va preso non solo quando è brutto tempo, ma anche quando, pur essendoci il sole, si prevede che piova o faccia freddo.

L'avveduto ha un mantello per ogni tempo.

Mantello copre il brutto e copre il bello - Il mantello, la veste, la coperta nascondono quello che si vuol tenere segreto, sia la brutezza che la bellezza. Con il mantello si coprono le qualità e i difetti, si diventa anonimi. Si dice quando ci si mette addosso qualcosa per coprire un vestito poco presentabile.

Ognuno vede il mantello nessuno vede il budello - Tutti vedono l'esteriorità, l'apparenza, nessuno vede quello che è dentro una persona, quello che pensa. Di senso affine al più diffuso proverbio: "L'abito fa il monaco".

Il mantello si taglia secondo il panno - Bisogna essere pratici: ogni cosa va misurata, tagliata e realizzata secondo il materiale che si ha a disposizione e non secondo il progettoche si ha in testa.
 
MATASSA
 
Chi ha arruffato la matassa la strigli.

La matassa quanto più è arruffata e meglio s’accomoda.
 
MUTANDE
 
A un buon cavallo basta poco cibo, così come a una buona donna un paio di mutande - Proverbio turco, di altra epoca, di una società maschilista.
 
NERO
 
Nero con nero non tinge - Il nero non può tingere un altro colore nero.
 
NODO

Chi non fa il nodo, perde il punto - Simile nel significato a "Chi cuce senza fare il nodo perde tre punti" o all'altro proverbio "Chi non fa il nodo alla gugliata perde il punto e la tirata". Nel cucire chi non fa il nodo in fondo alla gugliata, perde parte della cucitura perché il filo non si ferma sul tessuto e tutto si allenta. Prima di iniziare un'impresa è necessario assicurarsi di aver ottemperato a tutte le operazioni preliminari].

Chi cuce senza far nodo al filo perde filo e sospiro - Perde il filo e sospira inutilmente perché è colpa sua se la cucitura deve essere rifatta.

Tutti i nodi vengono al pettine - Si riferisce ai fili di ordito, che quando vengono al pettine (del telaio per tessitura) creano difficoltà al tessitore, con la rottura del filo quando il pettine batte. Infatti nell’orditura quando si devono giuntare due fili non si possono annodare nel mezzo dell’ordito, bisogna farlo ad un capo in modo che il tessitore non corra il rischio di ritrovarsi la sorpresa del nodo quando svolge l’ordito. Ogni mala azione ha il suo castigo. Ma vuole anche dire che ogni difficoltà o vizio d’una qualunque faccenda si manifestano alla fine.
 
ORDISCA

Chi vuol lavorar gentile, ordisca grosso e trami sottile.
 
PANNO
 
In panno fino sta la tarma.

Il panno al colore, il vino al sapore - Il panno si giudica dal colore e il vino dal sapore.

Chi ha del panno, può menar la coda - Perché la ricopre sotto all’ampiezza delle vesti.
 
Poche parole e caldo di panni non fanno mai danno - Parlare poco è sempre positivo.

Arcobaleno di mattina, attingi alle fontane. Arcobaleno di sera, stendi i panni -Proverbio corso “Arca da mani, attigni i funtani. Arca da sera, spanna li veli”.
 
Panno fatto, sole attende - Il panno lavato attende il sole.
 
Dio manda il freddo secondo i panni.
 
I panni rifanno le stanghe - Proverbio che nel significato è identico a “L’abito fa il monaco”.

I panni sporchi si lavano in famiglia - Proverbio inteso a segnalare l’inopportunità di portare a conoscenza di estranei tutto ciò che potrebbe esporci alle loro critiche ed anche a disonorarci.
 
PANTALONI

E’ meglio avere i pantaloni rotti nel culo che il culo rotto nei pantaloni.

Chi guadagna per la prima volta, se ne va con i pantaloni in mano - Proverbio corso “Chi vadagna in prima mani, si ni va à calzi in mano”.


Una scorreggia per quanto forte non lacera il pantalone. [Proverbio del Congo]

PEZZE 

I mercanti si riconoscono nel levar le pezze Basta vedere l'inizio d'un lavoro per giudicare l'abilità dell'artigiano.   

PIANELLA

Gli uomini vanno veduti in pianelle, e le donne in cuffia.
 
PUNTO
 
Punti lunghi e ben tirati, oggi cuciti e domani strappati.
 
RAMMENDO

E’ peggio il rammendo che il buco nel vestito - Proverbio modenese, che significa che se fai un brutto rammendo si nota di più di un buco nel vestito.
 
SARTO
 
Al sarto povero gli si torce l’ago.

Il sarto fa il mantello secondo il panno.
 
SCARPA
 
Non esiste bella scarpa che non diventi una ciabatta - La bellezza svanisce.In dialetto bolognese "A gn'é schèrpa ch'an dvàintauna zavâta".
Ogni bella scarpa prima o poi diventerà uno scarpone malridotto.
Non (ci) fu mai sì bella scarpa, che non (diventasse) diventi una (brutta) ciabatta -Invecchiando il corpo va in rovina e tutti finiscono allo stesso modo. (Sono due varianti del primo proverbio, che hanno riscontri in vari dialetti regionali italiani.

Di marzo chi non ha scarpe vada scalzo.
 
I parenti sono come le scarpe, più strette ti vanno più male ti fanno - Indica quanto pericolosi possono essere i parenti impiccioni e intriganti.

Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove.

Contadino (e montanino) scarpe grosse e cervello fino - Proverbio usato per indicare che l’apparenza rude e gli scarponi poco eleganti dei montanari e dei campagnoli spesso celano buon senso e furberia.
 
Non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe.
Prima di giudicare una persona cammina nei suoi mocassini per tre lune - Proverbi degli Indiani d’America. Sono due varianti, con lo stesso significato.

Solo chi ha le scarpe ai piedi sa dov’è che fanno male - Proverbio inglese.
 
Chi ha le scarpe ignora la sofferenza di chi cammina a piedi nudi - Proverbio cinese.

Ero scontento di non avere scarpe finché ho visto uno senza piedi - Proverbio ebraico.
 
SETA

Col tempo una foglia di gelso diventa di seta.

Se non puoi portare la seta, porta la lana.
 
Seta e raso, spengono il fuoco in cucina (casa).
Seta e raso chiudono cucina e latrina - Entrambi i proverbi con lo stesso significato di chi fa troppo lusso nel vestire mangia poi male. Con lo stesso significato dei proverbi "Belle vesti spengono il focolare" e "Vestito di velluto e tavola spoglia".

Chi vuol vedere Dio si vesta di seta.

Anche se una scimmia si veste di seta, resta una scimmia - Proverbio spagnolo “Aunque la mona se vista de seda, mona se queda.”. E’ equivalente a quello italiano “L’abito non fa il monaco”.
 
Il pecoraro anche se si veste di seta, puzza sempre di siero - Proverbio calabrese “U pecuraru si’ lu viesti’ e sita illu sempri ti feti de lacciata”.

La seta non tiene il nodo - Dicesi, in senso figurato, di quei che sfoggiano sopra le forze, e la roba sguscia via facendo sfumare la ricchezza.

Velluto ai servitori e seta ai gentiluomini - La casa ricca si vedeva dalle livree di velluto dei servi e dagli abiti di seta dei signori.

Ne ha combinato quanto la seta - Proverbio calabrese “Ndà cumbinatu quanta a sita”.
 
SPAGO

Chi ha spago, aggomitoli.
 
SPILLO

Lo spillo volendo fare a cucir con l’ago, s’avvide che egli aveva il capo grosso.
Lo spillo gareggiando con l’ago s’accorse d’avere il capo grosso - Chi si confronta con chi è migliore spesso scopre i suoi difetti, i propri limiti. Lo spillo vide dal confronto con l’ago di avere la capocchia.
 
STRACCI
 
Gli stracci medicano le ferite - La povertà fa dimenticare ogni male.

Per allevare un figlio, occorre un carro di stracci.
 
Gli stracci (o i cenci) vanno all’aria. Cioè: meglio aver a che fare con gente ricca che con gente povera.
 
Tutti gli stracci vogliono andare in bucato - Gli schiocchi e i presuntuosi vogliono sempre intervenire in ciò che non sanno e non li riguarda.
 
STOPPA

La ragazza com’è educata e la stoppa come è filata - La ragazza si nota per la sua educazione e la stoppa per la sua filatura.
 
TASCHE
 
L’avidità ha le tasche piene di cotone per cacciarlo nelle orecchie della coscienza.
 
TELA

→ Tessere

D'ogni tela non si fa vela - Per le vele era necessaria una tela resistentissima e molto fitta. Non tutte le cose sono adatte per fare un certo lavoro: anche fra le cose simili bisogna segliere quelle più adatte.

Tale il filo, tale la tela - Una cosa si giudica dal materiale che è stato usato per fabbricarla. Il prodotto che si ottiene da una lavorazione non può essere di qualità superiore agli ingredienti usati. Così in ogni altra operazione].
 
A tela ordita Dio manda il filo.

Chi vuol la tela, tessa - Chi vuole una cosa se la procuri con il lavoro, si dia da fare per ottenerla.

Chi vuol tela semini il lino.

Chi vuole buona tela di lino ordisca grosso e trami fino - Per avere una buona tela di lino, che sia fine e resistente occorre fare l'ordito con filo grosso e la trama con filo sottile. Simile nel significato al proverbio: "Chi vuol lavorare gentile, ordisca grosso e trami sottile".
 
Quando la donna ordisce la tela fa degli intrecci che non si capiscono.

Né donna né tela a lume di candela.
Al lume di candela non si giudica né donna né tela - Altra variante del precedente proverbio, che ne rende il significato più esplicito; in una situazione poco chiara, apparire migliori di quello che si è.
A lume di candela, non prendere moglie e non comperare tela - Con un significato similare ai due precedenti. Prima di farlo, guardaci bene dentro. In dialetto bolognese "A lómm ed candàila, an tôr brîsa mujêr e an'cumprèr tàila". 
A lume di candela, uno straccio sembra tela - Proverbio corso “A lu lumu di la deda, cannavacciu pari tela”. Altra variante dei precedenti due proverbi italiani.
 
A lume di candela anche la burazzina (o solidente) sembra tela - Proverbio di area bolognese "A lómm ed candàila, anche la burazzénna la pèr tàila". Il solidente era un particolare tessuto di canapa molto rado e grossolano che serviva per asciugapiatti e cose simili, ben diverso quindi dalla tela usata per il corredo ottenuta con il filo più bello e con la tessitura più accurata. 

A lume di candela, il solino pare tela Cioè: occorre sempre vederci chiaro. 

Andavo cercando la tela fine e ho trovato la grossa trama.
 
Da nubile tessevo le tele e le telette; ma ora che ho preso marito non voglio più muovere un dito - Proverbio calabrese “La tila e la tiletta la tescia quand’era schetta; ora chi su maritata vogglju essiri campata”.

Tela grossa copre l'ossa - La tela spessa ripara dal freddo.

TELAIO

→ Tela, Tessere.

Panno fino telaio poverino - Tessere di fino costa molta fatica e procura poco guadagno.

Telaio non vuol rabbia, né stizza, né pancia vizza - Per tessere bene ci vuole calma, tranquillità e occorre aver mangiato bene. Analogo nel significato al proverbio "Tessere non vuole né rabbia né fretta".

E' il battente del telaio che non batte pari.

TESSERE

→ Tela, Telaio.

Uno ordisce la tela, e l’altro la tesse - In certe situazioni c'è chi predispone e prepara tutto, ma è poi un altro a portare a compimento l'impresa e a prendersene il merito.

Una cosa è filare e un'altra è tessere - Tra un mestiere e l'altro c'è molta differenza e chi ne sa far bene uno non ne sa fare un altro.

Parere e non essere, è come filare e non tessere.

Tessere non vuole né rabbia né fretta - Per tessere ci vuole calma, tempo e animo sereno. Analogo nel significato al proverbio "Telaio non vuol rabbia, né stizza, né pancia vizza".

Dall’apparire all’essere, è come dall’ordire al tessere - Proverbio corso “Da parè ad essa, hè com’è da orda à tessa”; analogo al proverbio lucchese "Paré e non esse è come filà e non tesse".

L’uomo ordisce, e la fortuna tesse - Chi non è sazio, paziente e forte, si lamenti di sé e non della sorte.

A telaio bell’e pronto (avviato), tesse anche la capra.
La tela avviata la tesse anche la capra. E’ chiaramente un altra variante - Proverbio calabrese “A tilaru preparatu tessi puru ‘a crapa”. Una volta impostata la tela sul telaio è relativamente facile poi continuare a tessere. In ogni attività complessa si richiede una mente che preveda, organizzi e disponga le varie funzioni secondo le fasi del procedimento. Fatta questa impostazione (che corrisponde nel proverbio alla fase preparatoria della tessitura con la predisposizione del disegno) il lavoro può essere eseguito meccanicamente, anche senza la necessità di particolari competenze. Il proverbio valorizza in particolare la fase creativa dell'attività nei confronti della pura esecuzione. La capra, per la sua bizzarria, è considerato un animale stupido.
 
VELO
 
Il velo non fa la monaca - Si rivolge in particolare ad atteggiamenti femminili di pietà e di innocenza che tentano di mascherare una diversa personalità. Per analogia di significato al più noto “L’abito non fa il monaco”. Per analogia “la chierica non fa il frate”, “La libreria non fa l’uomo dotto”, “La barba non fa il filosofo”, ecc. .
 
VELLUTO
 
Di stoppa non si fa il velluto.
 
VENTAGLIO

Farsi vento con un ventaglio non sarà mai come il vento che soffia spontaneamente -  Proverbio cinese.
 
VESTE / VESTITO

A veste logorata, poca fede vien prestata - Riprende il proverbio latino “In vili veste nemo tractatur honeste”, che tradotto è “Chi è mal vestito, da nessuno è onorato.
 
La bella veste nobilita anche lo stolto - Proverbio latino medioevale “Nobilitat stultum vestis honesta virum”.

Anche sotto una sordida veste spesso sta la sapienza - Cecilio Stazio, in Cicerone “Saepe est etiam sub palliolo sordido sapientia”.
 
Chi di vecchio si veste, gode poco e presto n’esce.
 
Chi veste di mal panno, si riveste due volte all’anno.
 
Chi fa tutte le feste, povero si veste - Rimane povero, e non ha poi da rifarsi il vestito.
 
Chi veste il domenicale, o bene bene, o male male - Cioè, o non ha altri panni, o può consumarne quanti vuole. (Il domenicale è l’abito delle feste).
 
Chi dei panni altrui si veste, presto si spoglia.
Chi si veste con la roba degli altri presto si veste e presto si spoglia - Altra variante del precedente proverbio col significato di chi si veste con la roba degli altri deve poi restituirla.

La veste dei dottori è foderata dell’ostinazione de’ clienti.
 
La veste non fa il dottore - Per analogia al più noto “l'abito non fa il monaco”. I medici ed anche i dottori nelle varie materie, avevano nei secoli passati una veste particolare che li distingueva: mantello, cappello, e altri elementi dell’abito.
 
La veste copre gran difetti.
 
Vestiti, villano che sembri un barone - L’abito cambia l’aspetto di una persona, ed è molto importante, e può far sembrare più di ciò che si è.
 
La mamma con la figlia è onesta, la mamma si spoglia e la figlia si veste - Per una mamma si sacrifica sempre per la figlia.

Spogliati quando lo zizzolo si veste - Lo “zizzolo” è il giuggiolo, una pianta che germoglia tardiva.
 
Quando Ti vesti, ricorda il tessitore; quando Ti cibi, ricorda il contadino; quando bevi al ruscello, ricorda la sorgente - Proverbio cinese.

Chi ha poco panno, porti il vestito corto.

L’ultimo vestito ce lo fanno senza tasche. [E' similare nel significato al proverbio "Per l'ultimo viaggio basta una camicia"]

Quando la balza del vestito tocca i piedi si impara a camminare.

Ben vestito anche un palo sembra un Cardinale (Vesti un palo, e sembra un Cardinale).
Vesti una contadina, sembra una regina.
I vestiti rendono presentabile anche un asino.
Un bel vestito rifà la persona - L’apparenza la fa da padrona è il significato di questi quattro proverbi.

Non è il vestito bello che fa il signore, ma è piuttosto il vestito pulito - Carlo Collodi – Le avventure di Pinocchio – cap. VIII.

I vestiti il primo anno si portano per amore e il secondo per forza.

Come una casa ha bisogno di essere abitata da almeno una persona, così una persona ha bisogno di vestiti per essere dignitosa - Proverbio cinese.

Una famiglia povera è come un vestito lavato troppe volte, una famiglia ricca ha l’aspetto di un abito nuovo di zecca - Proverbio cinese.

Un attore, anche se vestito della tunica imperiale, non diventa per questo un imperatore - Proverbio cinese.

Quando incontri un uomo, lo giudichi dai vestiti; quando te ne separi, lo giudichi dal cuore - Proverbio russo.

VESTIRE
 
Il bel vestire sono tre N: nero, nuovo, netto.
 
La verità vuol vestita - Cioè la verità nuda e cruda offende.

Da quattro cose l’uomo si fa capire: dal parlare, mangiare, bere e vestire.
 
Essere ben vestiti in un giorno di festa non significa essere ricchi - Proverbio del Kenia.

E’ meglio vestir cencio con leanza che broccato con disonoranza.


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LINK CORRELATI:

MODI DI DIRE... con parole della moda
http://trama-e-ordito.blogspot.com/2010/07/modi-di-dire-con-parole-della-moda.html



Rames Gaiba
 
 
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ULTIMA MODIFICA/AGGIUNTA: 29-11-2014

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