7 agosto 2017

TARTAN

Tartan - voce inglese, dal francese tiretaine, che significa "ruvido e lanoso"; voce oggi appartenente al linguaggio internazionale dell'abbigliamento. Può essere  una riduzione sia di tartan pattern (un disegno) sia di tartan plaid (una stoffa).

1. Caratteristico disegno a riquadri spezzato da righe di vario colore, e quindi tessuto, generalmente realizzato in armatura diagonale, nel quale il modulo decorativo, chiamato "quadro" è creato ripetendo la stessa sequenza di strisce e linee colorate nel senso dell'ordito e della trama. Se ne conoscono decine di varianti. All'origine era fatto esclusivamente con filati di lana cardati, poi anche pettinati, ed in seguito fatto anche con filati di seta, di cotone e fibre artificiali. L'armatura originale è stata il batavia, seguita poi dal taffetà ed ora è più comunemente in saglia. Il peso varia moltissimo a seconda dell'uso: da 250 a 550 g/mq nella confezione maschile e un poco meno nella femminile, da 100 a 150 g/mq nella cravatteria fino a 500-700 nell'arredamento. Il tartan classico di lana cardata si presenta leggermente elastico e ha buone capacità isolanti. È però soggetto a perdere peluria e a infeltrirsi.

La parola tartan indica il caratteristico disegno quadrettato generalmente riprodotto su un tessuto di lana. Anticamente i colori erano ottenuti da tinture vegetali ricavate facendo macerare varie radici di piante locali, muschio e fiori. Oggigiorno si usano, ovviamente, tinture chimiche per ottenere le varie sfumature.

Ogni disegno è definito sett, e un taglio di tartan lo ripete con frequenza stabilita. 




IMPIEGHI - Il suo uso, iniziato con il classico "kilt", gonnellino utilizzato dagli uomini in Scozia, si è esteso alla confezione maschile (giacche, pantaloni per il golf, camicie sportive), alla cravatteria, ai fazzoletti, alla moda femminile, alla sciarperia. È anche usato nelle stoffe di arredamento e nelle coperte.



  

Francese: tartan
Inglese: tartan
Tedesco: Schottenkaro
Spagnolo: tartán; cuadros escoceses

2. Genericamente il tartan, nelle sue molteplici interpretazioni, viene definito →scozzese perché è un tessuto tinto in filo di lana originario della Scozia.

STORIA - Si tratta forse del tessuto più conosciuto al mondo ed è così strettamente legato agli avvenimenti storici ed alla cultura della Scozia da rappresentarne la stessa identità nazionale, i cui disegni servivano a distinguere i 33 clan "casate" situate nelle Highlands della Scozia. E' già attestato nel XVI secolo in Inghilterra. 


Abito femminile in disegno tartan, del 1860


Abito femminile in disegno tartan, del 1864


Le origini dei clan della Scozia e del loro caratteristico abbigliamento sono controverse. Eppure la loro storia può essere fatta risalire con certezza alla metà del 5° secolo, prima in Irlanda, da dove gli antenati degli attuali Scozzesi provengono. Qui il re, conosciuto come, Niall Noigiallach, prima si espanse nel Ulster [1] e poi i discendenti della dinastia Niall attraversarono il mare per approdare nella "Nuova Irlanda" per i suoi scozzesi nella terra che oggi porta il loro nome.

Alla base del clan c'è una famiglia, un ceppo principale con rami cadetti e rami collaterali. In Scozia il termine clan è venuto a designare un gruppo di famiglie insediatosi in una località definita, una forra, per esempio, o un'isola.
Il disegno di ogni tartan è stato stabilito dal capo del clan (in base a ritratti di famiglia e altre testimonianze) su approvazione della Lyon Court e la descrizione è registrata ufficialmente nel Registro pubblico di tutti gli stemmi e le insegne.

Tutti conoscono il gonellino dei reggimenti scozzesi e dei suonatori di conrnamusa nonché di molti scozzesi. Tuttavia l'antico indumento degli uomini delle Higland [2] scozzesi non era un gonellino di questo tipo, ma un "plaid" stretto da una cintura. Il "plaid" (féileadh-mór o «grande scialle» era un ampio taglio di stoffa, dai quattro metri e mezzo ai cinque metri e mezzo circa di lunghezza e largo quasi due metri. La parte superiore ricopriva le spalle; era stretto alla cintura e la parte inferiore ricadeva fino alle ginocchia. Agli inizi del XVIII secolo, la parte inferiore del "plaid" trattenuta dalla cintura (féileadh-beag«piccolo scialle» era generalmente usata come un gonellino. E da allora il gonnellino, o kilt, è diventato il costume tradizionale degli abitanti delle Highland, l'uniforme del loro reggimento e le attività all'aperto, in alcune occasioni sociali come matrimoni e danze; oggigiorno molti abitanti delle Highland lo indossano come abito di tutti i giorni. 

[1] Una delle attuali quattro provincie d'Irlanda, situata nella parte nordorientale dell'isola.
[2] Con il termine Highland si intende la regione degli altipiani scozzesi originariamente abitata dai celti: Highlander sono gli abitanti di tale regione.


La grande linea di demarcazione della storia dei tartan scozzesi fu segnata dalla rivolta giacobina del 1745. Dopo la sconfitta del principe Carlo Edoardo Stuart e dei seguaci delle Highland,vennero approvate molte leggi che, per disarmare gli uomini di quella regione e distruggere lo spirito dei clan, vietarono di indossare il costume tradizionale. L'interdizione durò  trentasei anni ed ebbe tra le tante infelici conseguenze quella di far sì che l'antico metodo delle tinture vegetali non venisse tramandato alla generazione successiva. Tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo ci fu una notevole rinascita letteraria del sentimento nazionale scozzese. Dopo ogni tentativo che era stato fatto per distruggere la loro antica organizzazione in clan e del loro caratteristico abbigliamento, questi ora sono riconosciuto e stati adottati come gli emblemi propri di tutti gli scozzesi di tutto il mondo.


I clan tartans sono usati comunemente dagli uomini; i dress tartans, con i loro colori vivaci e lo sfondo bianco dalle donne; i mourning tartans sono adottati in occasione di lutti; gli hunting tartans, dai colori scuri e smorzati, sono indossati per la caccia o altre attività sportive; i chief's tartans, sono personali dei capi e dei loro famigliari.  




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Per le strade dell'Inghilterra...




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Tanto per giocare...



  





Bibliografia
  • Sir Thomas Innes di Learney (a cura di), I Tartan Scozzesi, ed. Rusconi, 1985

  • Ian Grimble, Scottish clans & Tartans, ed. Hamlyn, 1982 

Rames Gaiba
© Riproduzione riservata



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