16 giugno 2017

ESPRADRILLAS

Espadrillas - dal francese antico espadrille (o espadrille), da espadrilloche a sua volta deriva dal vocabolo catalano (lo stesso in provenzale antico): espardenya, che significava un tipo di scarpe fatte di espart, il nome catalano di sparto, una pianta mediterranea nerboruta usata per fare le corde, della cui fibra erano fatte in origine le suole.

Scarpa originariamente povera, senza tacco, di origine spagnola (Paesi Baschi) e portoghese, fatta con fibre vegetali, costituita da una suola in corda intrecciata in canapa o juta (ne occorrono 75 mt.) cucita ad una tomaia di tela abbastanza resistente in cotone o lino. Le suole sono la parte di lavorazione più complessa. Le fibre vengono prima intrecciate insieme meccanicamente. Poi, la treccia viene inserita in uno stampo a forma di suola, con un trattamento termico per ottenere la forma corretta, dopo di che viene fissata con punti di cucitura verticali. Quindi può essere, volendo, inserito lo strato inferiore di suola vulcanizzata. Infine, il tessuto è cucito sulla suola. Disponibili in innumerevoli colorazioni, sia in tinta unita sia in fantasia, le espadrillas sono utilizzate durante l'estate.




La versione femminile può aggiungere zeppa e lunghi lacci da annodare alla caviglia, e possono essere aperte come un sandalo.




Valentino  si concede qualche infedeltà e lancia con la collezione primavera 2012
il modello in versione haute couture
con tomaia in pizzo trasparente.



STORIA - E' una calzatura con una lunghissima tradizione. Nel Museo Arquelògico Nacional (Museo Archeologico Nazionale) di Barcellona (Spagna) è esposta una espadrilla trovata nella cueva de los murciélagos che si trova a Granada indossata da uomini approsimativamente 4000 anni fa. Già indossate dai pescatori spagnoli sono state importate dai napoletani nel 1200; diventano di moda negli anni '70.



Rames Gaiba
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Rames GAIBA
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