3 agosto 2017

LANA

Lana - dal latino lana(m), voce di antica origine indeuropea.


Fibra tessile di origine animale che si ricava dal vello degli ovini e di alcune capre e camelidi. È ottenuta principalmente dalle pecore della specie "Ovis aries", e costituisce il 90% della produzione mondiale di fibre naturali di origine animale. Le razze ovine si dividono in tre grandi gruppi: merinos (sono la razza per eccellenza quanto a produzione di lana); razze incrociate (cioè derivate da incroci fra merinos e razze locali) con una lana meno fine; razze indigene (sono costituite da innumerevoli razze locali), con una lana ordinaria, che viene utilizzata per tipici prodotti locali (orbace sardo, Cheviot, Shetland).

La lana quindi può essere raggruppata in tre grandi categorie:

  • Lana merina - è corta, finissima, molto arricciata, ed è destinata soprattutto all'abbigliamento.
  • Lana incrociata - è di media lunghezza, media finezza, poco arricciata, ed è destinata in gran parte alla produzione di coperte, tappeti e tessuti per l'arredamento.
  • Lana ordinaria - è piuttosto lunga, setolosa e scattante, ed è destinata a prodotti dell'artigianato locale.  




Classificazione in uso per le lane - Da un punto di vista commerciale le lane vengono classificate in base alla loro lunghezza in centimetri, in base alla finezza (cioè al diametro in micron della fibra), ed anche mediante un numero che indica il grado di filabilità della fibra stessa. La "S" che segue il numero di filabilità sta ad indicare la parola inglese hanks, che significa matasse: così ad esempio (il riferimento non ha il riconoscimento di esattezza scientifica, ma viene dato per rendere una idea) 75's sta ad indicare che con un chilo di lana è possibile ottenere 75.000 metri di filato.
La trasformazione dal vello al filato prevede prima la lavatura e poi la filatura in due diversi cicli di lavorazione secondo la qualità delle fibre:

A) Il sistema pettinato, dove le lane vergini dalle fibre lunghe sono disposte in modo parallelo tanto da formare un filato raccolto per avere tessuti battuti, lisci, meno caldi. I tessuti sono più costosi.
B) Il sistema cardato, che utilizza fibre corte, che danno un filato più voluminoso, adatto a creare tessuti più gonfi, pelosi, morbidi e più caldi.



Filato e tessuto cardato

Filato e tessuto pettinato


È bene, comunque, precisare che il cardato non è necessariamente inferiore al pettinato: si tratta semplicemente di due lavorazioni diverse, destinate ad impieghi differenti.  

CARATTERISTICHE: igroscopicità (fino al 30%), che ne fa la fibra con la maggiore capacità di assorbire umidità, che poi verrà espulsa in condizioni ambientali più asciutte favorendo la traspirazione; idrorepellenza ai liquidi; coibenza, cioè capacità di isolamento termico (in quanto trattiene più aria fra gli interstizi delle fibre, perché fra l'altro è naturalmente ondulata); vitalità e nervo, cioè la tendenza a tornare nella forma iniziale; infiammabilità (basso indice, con la fiamma che non si propaga, e si spegne facilmente, ed inoltre non si scioglie); ingualcibilità; ecc. Il tasso di ripresa (percentuale media, ufficialmente ammessa, di acqua assorbita) è fissato al 18,25% nel caso di lana pettinata mentre è solo del 17% se lavata. Alla lana si può dare un trattamento chiamato "Zirpro" che la rende completamente refrattaria al fuoco.

Di seguito un elenco dei più noti e diffusi tessuti classici di lana o misti: Barathea,  Beaver, Casentino, Cheviot, Covercoat, Crepe, Crossbred, Faille,  Flanella,  Foulard, Foulé,  Fresco lana, Gabardine, Granité, Grisaglia, Loden, Millerighe, Panno, Saxony, Tartan, Tasmania, Tropical, Tweed, Twill Cavalry,  Whipcord.

I grandi paesi produttori di lana (popolazione ovina e produzione di lana greggia) sono l'Australia, la Cina, la Nuova Zelanda. Fra i paesi trasformatori di lana l'Italia figura al primo posto (quanto a potenza industriale), seguita dal Giappone e dall'Inghilterra.  

CODICE TESSILE: WO - Lana); WV - Lana Vergine o Lana di Tosa (EURATEX)

STORIA - Da tempo immemorabile (sicuramente da almeno 25 mila anni) la pecora offre all'uomo quanto basterebbe per sostenerlo: latte e carne, nonché pelli e lana per ricoprirlo. Le antiche scritture di Mosè e Omero accennano a numerose greggi, che costituivano la sola ricchezza delle prime genti che dedicavano ogni miglior cura alla pastorizia, usando dei velli ovini e caprini per coprire il corpo. Al vello - come fanno cenno ancora le scritture - l'uomo poi sostituì la lana per difendere le proprie membra dalle intemperie; la lana si utilizzava però come si raccoglieva, allorché naturalmente si staccava dal corpo della pecora. Questa lana era di qualità molto inferiore a quella che copriva l'animale, ciò che determinò in seguito l'opportunità della tosa delle pecore. Questa operazione ha quindi origine molto remota. Non si sa se le lane tosate venissero allora follate e filate; è da ritenere però che la follatura abbia preceduto la filatura, perché l'impiego delle pelli per giaciglio deve aver messo in evidenza come i bioccoli di lana si follassero con il coricarsi del corpo umano. Da qui deve essere sorta l'idea di secondare la natura e poi filare le fibre della lana e poscia tingerne i filati.

Reperti di scultura della civiltà sumerica, che risalgono a 5 mila anni fa, dimostrano come gli indumenti dell'epoca fossero costituiti di pelli di pecora fermate alla cintura. Poi, presso Caldei, Assiri, Babilonesi (Babilonia significa “terra della lana”, la lavorazione della lana diventa arte, come riferiscono vari documenti cuneiformi. Passata rapidamente a occidente presso Ebrei, Egiziani e Fenici (famosi, questi ultimi, per i panni tinti con porpora tiria), l'arte tessile alimenta lo sfarzo delle corti e sviluppa i commerci carovanieri e marinai in tutto il bacino del Mediterraneo. Dal mito di Aracne e dalla tela di Penelope dell'antica Grecia, all'epitaffio della “domina” romana (“Domi mansit, lanam fecit” - «rimase in casa, filò la lana»).

Poi, sotto l'incalzare dei “barbari”, il telaio si rifugia nei monasteri: la lunga notte del Medioevo è cominciata. Solo dopo l'anno mille, le Crociate determinarono un ravvicinamento dei popoli Europei con quelli d'Oriente, portarono i primi alla ricerca delle attività in precedenza distrutte. L'Italia, per prima, trasse vantaggio dagli ammaestramenti dell'Oriente dato il gradi di civiltà della sua gente, per la vicinanza dell'Oriente, e data la preponderanza economica delle sue repubbliche allora assai fiorenti. Certamente la mancanza di pascoli in Toscana rese subito evidente l'impossibilità di poter fronteggiare l'importazione straniera con la maggiore bellezza della materia prima, ma dato che il manufatto straniero era rozzamente eseguito, la squisita sensibilità degli artigiani fiorentini cominciò ad esercitarsi per effettuare una vera arte di raffinamento che in breve giunse ad un grado di perfezione tale da creare una vera industria ed una esportazione di tessuti elegantemente raffinati, che venivano venduti nei paesi stessi, da dove erano stati importati.

Questa forma di industria laniera fu la prima fiorita in Toscana e fu conosciuta con il nome di «Arte di Calimala» o dei «panni franceschi», poiché ordinariamente questi tessuti provenivano dalle vie di Francia. [1]  Da qui nasce la storia dell'Arte di Calimala, acquistando i panni francesi, fiamminghi, tedeschi, li sottoponeva ad un'opera di raffinamento accuratissima che permise di esportarli nuovamente su vasta scala, specialmente in Oriente, dove questi merci, sebbene di maggior prezzo, vinsero la concorrenza per la loro bellezza e raffinatezza di tessuto. L'aquila del suo stemma, che stringe fra gli artigli una balla di lana, conquista rapidamente i mercati in tutta Europa.  


stemma dell'arte di Calimala
Firenze - via de' calzaiuoli, palazzo dell'arte dei mercatanti



I messi che andavano in Francia, per conto dell'Arte di Calimana, cominciarono ad acquistare grosse partite di lana non manufatta, che posero in lavorazione a Firenze, dando inizio a questa forma di industria, a cui dettero un particolare impulso i Frati Umiliati, che avevano fatto voto di vivere unicamente dei prodotti da loro fabbricati, e che si dedicarono particolarmente al lanificio. I Frati Umiliati segnarono un notevolissimo progresso in questa industria e con il loro fervore operoso fecero sviluppare meravigliosamente il lanificio fiorentino, tanto che l'Arte della Lana in Firenze, mentre l'arte di Calimana decadeva, raggiunse durante il 1200 un grande splendore ed assorbì anche la già fiorente industria pratese.

stemma Arte della lana [2]
Firenze - Palazzo dell'Arte della Lana


Fra  tanta ricchezza e tanto fervore operoso la decadenza venne improvvisa ed inesorabile e ad una ad una le belle fabbriche create dai Frati Umiliati scomparvero. Molte svariate furono le cause che determinarono questa decadenza e la cessazione dell'Arte della Lana avvenuta nel 1770 a seguito di una riforma che aboliva le Corporazioni. Il lungo periodo di debolezza dell'arte della lana in Italia determinò un maggiore progresso dell'arte stessa nei Paesi Bassi: i panni di Bruges, Anversa e Gand raggiunsero tale perfezione ed entità che bastarono da soli e per molti secoli a provvedere l'Europa di queste stoffe. Sulla fine del secolo XV l'Inghilterra e, in quella del XVIII, la Francia, entrarono anch'esse nella competizione industriale e svilupparono l'industria laniera, provocando tale rivoluzione e progresso nell'ordine economico, tanto che sul finire del secolo XVIII l'industria poteva già dirsi fiorente in tutti gli Stati d'Europa. L'Italia ha, poi, ripreso nel corso del XIX e XX secolo la leadership nell'industria laniera, con i suoi distretti industriali tessili lanieri di Biella (Piemonte), Prato (Toscana) e Valdagno-Schio (Veneto).         



[1] Nella formazione di questa associazione detta «Arte di Calimala» che sviluppò statuti e disposizioni equamente adattate, si può vedere, anche oggi, un esempio notevolissimo di efficienza sindacale che, potenziando un organismo, coordina in maniera mirabile  il suo funzionamento, provvedendo all'esplicazione di tutte le mansioni,  fra cui la rifinitura dei panni esteri, di cui rifaceva, migliorandoli la gualcatura, la garzatura, la cimatura, la lustratura e specialmente la tintura nella quale i Fiorentini acquistarono ben presto il primato.   

[2] L'Arte della Lana era una delle sette Arti Maggiori delle corporazioni di arti e mestieri di Firenze. Lo stemma rappresenta un agnellino con stendardo e aureola. La corporazione fu una tra le più potenti della città e sicuramente quella che contava il maggior numero di lavoratori, circa un terzo della popolazione fiorentina. Il primo statuto dell'Arte a noi pervenuto risale al 1317.


CURIOSITA' - La pecora nell'antichità era sinonimo di ricchezza: da pecus (gregge) derivò pecunia (denaro). La pecora fu il secondo animale domestico addomesticato dall'uomo.

Italiano: lana
Francese
: laine
Inglese: wool
Tedesco: wolle
Spagnolo: lana

Italiano: lana cardata
Francese: laine cardée
Inglese: carded wool
Tedesco: streichwolle
Spagnolo: lana cardada

Italiano: lana pettinata

Francese: laine peignée

Inglese: combed wool
Tedesco: kammwolle
Spagnolo: lana peinada


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Bibliografia
  • Alessandro de Mori, Produzione e lavorazione della lana, ed. G.B. Paravia & C., 1932
  • Pietro Canepa (a cura di), Lana: magia della natura, ed. Tipolitografia Romagna, 1986 



Rames Gaiba
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